KUZMA KOVAČIĆ

La vita dedicata all’arte di Kuzma Kovačić, uno dei massimi scultori contemporanei croati inizia nel 1952, a Hvar, l’incantevole cittadina sita sull’isola omonima /Lesina/. La famiglia d’origine, gli ha trasmesso valori importanti, saldamente legati alle tradizioni e all’incrollabile fede che saranno le fondamenta, per costruire magnifiche opere d’arte. Da giovane, si appassionò alla letteratura, pittura e teatro. In seguito nel 1971 si  iscrisse presso l’Accademia di Belle Arti a Zagreb /Zagabria/,  scegliendo i corsi di scultura. Gli inizi non furono facili, poiché coincidono con un periodo storico drammatico nella ex-Jugoslavia. Durante 1971 nasce il movimento “La primavera croata”, con l’intenzione di ottenere più libertà dal regime comunista. Kovačić si trovò tra i studenti nelle vie della capitale croata nei mesi critici, dall’ottobre al dicembre dello stesso anno. Le manifestazioni, represse brutalmente dalle forze dell’ordine non portarono il risultato sperato. Nell’atmosfera cupa del momento segnato dalla crisi politica e sociale, avvengono anche cambiamenti radicali nell’arte, portati dai movimenti anticonvenzionali che negavano le tradizioni. Fortemente legato alle proprie radici mediterranee e soprattutto alla fede cattolica, l’artista non si lasciò influenzare ma, continuò a cercare la propria espressione autentica, dove la moderna concezione della forma non esclude la visione classica della scultura.
Ivan Pavao IIkamen 10Ivan Pavao IIreljef FotoZoranAlajbeg0851Vratnice Hvarske katedrale 2 A
Gli studi sotto la guida dei professori: Želimir Janeš, Ivan Sabolić Vjekoslav Rukljača terminarono, con successo nel 1976. Inoltre, la collaborazione con  Branko Ružić ebbe un posto importante nella sua formazione artistica. Le prime due opere create in gesso nel 1971 “La solitudine”, “La testa” /Peruško Bogdanić/  annunciano una sottile vena malinconica, nonché un senso di vuoto e  solitudine poi riscontrabili nelle future creazioni. Le composizioni “Dopo il ballo serale a Galešnik” e “Marina, Marina” /1976/, riflettono tutte le componenti essenziali della sua arte:  la ricerca contemplativa delle forme innovative, fantasiose nate nell’irrazionale e portate a materializzarsi tramite il giuoco, l’abbinamento dei colori e vari materiali. Le stesse opere, portano nomi poetici e a volte, sono completate con scritte significative. Per costruire le sculture si nota l’uso di: argilla, legno, terra, vetro, colore, carta, fili di ferro, terracotta, intonaco, pietra, bronzo, sabbia, acqua, luce, rame, chiodi, alluminio, plexiglass, ecc.. Negli anni a venire la sua attività continuò incessantemente, con l’inaugurazione della galleria “Na bankete” / “Alle panche”  di pietra/ a Hvar, nella cantina dei suoi avi per confermare il fortissimo legame spirituale con le proprie origini.
Zivot sv. Franje 48
Lo spazio espositivo fu aperto dal 1975 al 1985 ospitando  mostre prestigiose. L’assolata isola di Hvar, rimarrà per sempre un posto incantato, il suo “locus amoenus”, che descrive cosi: “Si può dire che l’isola di Hvar, con la sua forma particolare, in qualche modo è una scultura, proprio come la scultura è in qualche modo  l’isola”. Nel 1981 si trasferisce a Split /Spalato/ dove si dedica all’insegnamento presso la Scuola d’arte e in seguito, come professore all’Accademia di Belle Arti. Volgendo uno sguardo indietro nel tempo, troviamo il giovane artista nel 1980 a Murano. Stipendiato dal Governo italiano, apprese l’arte vetraria da “Nason”, “Fratelli Manfren”. D’ora in poi, le stupende sculture trasparenti, scintillanti faranno  parte delle sue esposizioni. La produzione artistica del maestro, enorme, complessa si può tentare di dividere tra il figurativo e l’astratto che comprendono le creazioni: intimistiche, di ispirazione cristiana, dedicate alla terra natia e patriottiche.
Suscita stupore la sua potente creatività espressa cominciando dalle piccole forme per arrivare alle grandi composizioni sacrali e maestosi monumenti. Il denominatore comune è l’incessante ricerca del sacro. La grande fede in Dio è la fondamentale ragione della sua creatività perche, secondo lo scultore: “Nella mia fede, cerco di scoprire il senso della scultura”. Le sculture orizzontali:  “La vita di San Francesco d’Assisi” /1982/, “L’estate 1957” /1982/ ecc., sono completate con le opere proiettate verso l’alto: “Il motivo floreale” / 1977/, “Le stagioni” /1979/, “Contro la Torre babilonese” /1985/, “Le felici festività”/1993/, “Molto amaramente /1988/, “Il ringraziamento ai benedettini” /1983/, “Crepuscolo nel Golfo dei Santi Croati” /2009/, ecc. Indubbiamente, nelle sue sculture l’artista ha assimilato eredità artistica dei grandi predecessori: Jean Arp, Henry Moore, Alberto Viani, Constanin Brancusi, Barbara Hephworth, per creare una propria visione sorprendente, delle forme. La sua grande fede, trovò un originale interpretazione nell’opera “Sette peccati mortali” /1976/, dove le sette scatole di cartone sono modificate creando le nuove forme vicine all’arte concettuale o all’arte povera. Il colore rosa che le unisce, richiama simbolicamente il sepolcro di Cristo dipinto con il rosso e il bianco, nel 7 sec. d.C. Inoltre, le testimonianze della fede, sono visibili nei disegni dei santi, nelle sculture dei sacerdoti, tramite le composizioni sacrali, gli altari, la porta della Cattedrale, gli amboni, le medaglie commemorative, le targhe, i ritratti dei personaggi illustri, ecc.. Sempre alla ricerca delle materie più adatte per esprimere l’animo delle due creazioni, usa non solo quelle naturali ma anche i preziosi come: l’oro, l’argento, le pietre dure. La materia diventa il punto di partenza per iniziare ed ispirare il processo creativo. Sovente, lascia intervenire il caso con il ritrovamento degli oggetti  che si trasformano magicamente, nelle future opere d’arte, tramite i ritocchi sulle superfici.
Muka sv Lucije f Goran Vranic MG3187
Nel lungo elenco dei capolavori ultimati tra i più suggestivi si possono elencare i seguenti: la Porta in bronzo della Cattedrale a Hvar /1990/, dove si possono ammirare delicati rilievi dei motivi cristiani ed all’interno, anche un altare in pietra dell’isola di Brač /Brazza/, una splendida statua di Papa Giovanni Paolo II /1990// scolpita in un unico blocco di pietra ed eretta nel piccolo paesino Selca sull’isola di Brač, la galleria delle personalità importanti appartenenti alla storia croata, immortalati con le statue e i busti realistici. L’arcivescovo Mihovil Pušić, i poeti Petar Hektorović e Hanibal Lucić, i cardinali Franjo Kuharić e beato Alojzije Stepinac, il governatore e il poeta Ivan Mažuranić, il compositore dell’inno nazionale Antun Mihanović, il ministro Gojko Šušak, il beato Ivan Merz, fra Pavao Vučković, ecc./. Dopo il conflitto armato del 1991 nella ex-Jugoslavia e, con la nascita della Croazia libera, arrivò un periodo creativamente importante. Kovačić realizzò: la scultura in bronzo, imponente, circolare “Ultima cena” /2000/ dal forte impatto visivo che si trova presso il convento dei francescani a Rama, in Bosnia ed Erzegovina  inserita nella natura incontaminata, vicino al lago, nonché la statua in bronzo, un omaggio alla eroina popolare Diva Grabočeva /1997/ che ha difeso la propria illibatezza durante il dominio turco, a costo della propria vita e collocata, nel fiabesco paesaggio della montagna Vran, in Bosnia.
 Nel sito medievale di Medvedgrad è visibile “Altare della Patria croata” /1995/, in memoria dei caduti in guerra. Il monumento del Presidente Franjo Tuđman /2001/ a Škabrnja, la cittadina martire, è un tributo al primo Presidente croato. Nella Cappella dell’ordinariato militare a Zagreb i visitatori possono vedere sull’altare intitolato “Santa Madre Libertà” il grande rilievo “La celebrazione perpetua” /2005/, dedicato alla salvezza, alla resurrezione e completata con la scritta “Martirybus pro Patria Croatia in Christo resuirecturis”. La stupenda composizione è uno dei più bei lavori in assoluto, insieme con tanti altri, sparsi nelle città croate e bosniache. E’ interessante conoscere una opinione di Kuzma Kovačić che dichiara: “La statua è in fondo l’essere, una vivente realtà spirituale e non solo la materia di quale è fatta: un pezzo di legno, una pietra o il bronzo.
Ma, senza il suo corpo, la statua non esiste e di conseguenza, la scultura è veramente, l’autentica creazione”. Il maestro progettò anche le nuove monete: kuna e lipa, coniate dal Governo croato, con approvazione degli esperti numismatici per il design riuscito. Dalla sua prima mostra nel 1977, a Zagreb lo scultore ha allestito altre settanta esposizioni personali e ha partecipato alle numerose mostre collettive in Patria ed all’estero. L’opere d’arte sono esposte presso le gallerie, nei musei e in Vaticano. Il suo meritato successo è riconosciuto con: circa venti premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale e le tre onorificenze assegnate dal Governo croato. Dal 2012 è membro dell’HAZU /L’ Accademia croata delle Scienze e delle Arti/. La magnifica monografia che illustra il suo percorso artistico è stata presentata al Pontificio Collegio Croato di San Girolamo a Roma nell’ottobre del 2014. L’inaugurazione di una importante mostra “Lo scultore croato Kuzma Kovačić  Il pellegrino nella scultura” ai Musei di San Salvatore in Lauro, al centro di Roma, dall’11 Aprile al 20 Maggio 2017, sarà un’occasione da non perdere, per conoscere l’artista e la sua bella, immensa opera nata dalla viva, profonda fede.         
a cura di Svjetlana Lipanovic