PIETRASANTA

Incastonata nel biancore marmoreo delle Alpi Apuane, come una perla preziosa dentro la sua conchiglia, declinante, tra promontori e ridenti colline, verso quella parte incantevole di costa tirrenica nota come Versilia, Pietrasanta, insieme al Forte dei Marmi, Viareggio, Camaiore e alcune altre località di quel territorio, è da anni meta ambitissima di villeggianti di tutte le nazionalità e di frequentatori di locali alla moda.
Ma il nome di questa suggestiva cittadina toscana, ricca di storia e di bellezze naturali, è legato soprattutto all'arte, in modo particolare all'artigianato artistico del marmo e alla scultura, tanto da essere, ormai, conosciuta in tutto il mondo come la Piccola Atene italiana. «È dagli anni '60 che da noi arrivano scultori di fama internazionale, artisti e appassionati di arte». commenta Chiara Celli, direttrice del Museo dei Bozzetti “Pierluigi Gherardi” di Pietrasanta. Che continua, orgogliosa «Il Museo dei Bozzetti nasce nel 1984, a seguito di alcune iniziative promosse da Jette Muhlendorph, fotografa, giornalista e critica d'arte danese che fin dai primi anni '80 raccolse presso i laboratori e le fonderie di Pietrasanta una grande documentazione fotografica sulla tradizione della lavorazione artigianale caratteristica della città. Il passo successivo fu la creazione, appunto, del Museo dei Bozzetti, il cui intento è quello di documentare l’attività artistica degli scultori che vengono nel nostro territorio da tutto il mondo per realizzare le proprie opere nei nostri laboratori artigiani. Questo Museo è un'istituzione unica nel suo genere a livello mondiale ed è il riflesso diretto dell’attività che maggiormente caratterizza il comprensorio apuo-versiliese, in particolare Pietrasanta, cioè la scultura. La sua sede fa parte del Complesso dell'antica Chiesa e Convento di Sant'Agostino, oggi Centro Culturale “Luigi Russo” che ospita anche la biblioteca comunale “Giosue Carducci”».
museodeibozzetti foto di Luca Romano1
Il Centro Culturale attualmente offre parecchi spazi per l'organizzazione di iniziative culturali ed artistiche di vario genere. Nel Chiostro e nelle Sale dei Putti e del Capitolo, vengono allestite mostre personali e collettive di scultura, pittura, fotografia e documentarie. Nel grande Salone dell'Annunziata si tengono conferenze e convegni, mentre la Sala delle Grasce ospita iniziative di formazione ed esposizioni d'arte. Nella Chiesa di S.Agostino si svolgono le grandi mostre dei maestri dell'arte e, spesso, concerti di musica classica.
La tradizione scultorea del marmo e il Museo dei Bozzetti
Una tradizione di secoli lega la città di Pietrasanta alla lavorazione artistica del marmo. Tale attività che vede attivi i maestri pietrasantesi è attestata in diversi centri toscani fin dal XIV secolo, oltre ad essere testimoniata dalle opere presenti nelle chiese cittadine. è a Pietrasanta che nel Cinquecento Michelangelo venne a firmare contratti per i marmi da lui fatti cavare sulle vicine Alpi Apuane. All'attività dei laboratori del marmo si sono poi aggiunte quella delle fonderie artistiche del bronzo e delle botteghe dei mosaicisti, dei formatori, degli ingranditori in creta. In epoca più recente questo vivere in simbiosi con l'arte è continuato e sempre più continua a svilupparsi grazie alla particolare abilità e maestria degli artigiani locali, odierni prosecutori dell'antica tradizione, che attrae scultori di ogni parte del mondo, tra cui i maggiori esponenti dell'arte contemporanea, che confluiscono qui per realizzare le proprie opere. Ospitato nel cinquecentesco ex-convento di Sant' Agostino, il Museo si propone di raccontare il processo di creazione e realizzazione di un’opera in marmo e in bronzo, valorizzare generazioni di artisti e documentare le indelebili tracce che essi hanno lasciato.
La Collezione
I bozzetti (in scala ridotta) e i modelli (in dimensioni reali) rappresentano l’idea iniziale dello scultore prima della traduzione in opera compiuta. Le loro dimensioni variano da pochi centimetri a qualche metro e sono realizzati in vari materiali, soprattutto gesso. Essi raccontano come nasce una scultura e comunicano sia la parte creativa, l’idea, il sogno, il progetto di ciò che sarà, sia la parte tecnica, la traduzione in opera, con tutte le sue variabili ed i suoi protagonisti. La collezione museale raccoglie oggi oltre 700 bozzetti e modelli, prevalentemente in gesso, di sculture di più di 350 artisti italiani e stranieri. Le opere realizzate sulla base di questi bozzetti si trovano in musei, collezioni e parchi di tutto il pianeta, per cui visitando l'esposizione si può avere un ampio panorama delle varie tendenze artistiche che hanno attraversato il Novecento ed avere così una visione complessiva della scultura contemporanea. Sono rappresentati, tra gli altri, maestri come Henri Georges Adam, André Bloc, Helaine Blumenfeld, Fernando Botero, Antonio Bozzano, Davide Calandra, Arturo Carmassi, Pietro Cascella, César, Pietro Consagra, Niki De Saint Phalle, Novello Finotti, Jean Michel Folon, Gonzalo Fonseca, Rosalda Gilardi, Emile Gilioli, Gigi Guadagnucci, Jean Robert Ipousteguy, Igor Mitoraj, Costantino Nivola, Isamu Noguchi, Maria Papa, Alicia Penalba, Beverly Pepper, Giò Pomodoro, Edoardo Rubino, Carlo Sergio Signori, Ivan Theimer, Giuliano Vangi, Leone Tommasi, Kan Yasuda. Altro spazio, nato recentemente e legato al Museo, è quello di Palazzo Panichi, affacciato sulla Piazza Duomo, ospita a rotazione selezioni tematiche di bozzetti che seguono il filo conduttore degli eventi espositivi collegati al calendario elaborato dal comitato S.T.Art – Grandi Eventi di Pietrasanta, con ciò arricchendone il percorso espositivo e mettendolo “in vetrina”,.     «Un’opportunità per valorizzare i bozzetti e un’occasione in più per tutti, adulti e bambini, per soffermarsi a godere della creatività degli artisti, scoprire il mondo “magico” della scultura, riflettere sui messaggi trasmessi dalle opere» sottolinea la Celli. Tutto questo costituisce una ricca quanto qualificata offerta culturale ed espositiva che, nel tempo, ha dato i suoi frutti, arrivando a far registrare per il 2016 un boom di visitatori al Museo dei Bozzetti e nella nuova sede di Palazzo Panichi in Piazza Duomo. I visitatori sono passati da 12.287 del 2015 a 21.511 dell’anno scorso (+ 75%). Ma è stato nel complesso che l’offerta museale pietrasantina ha registrato un exploit di accessi, del tutto superiore a ogni ottimistica previsione.
Il Parco internazionale della Scultura Contemporanea
Ideale prosecuzione all'aperto del Museo dei Bozzetti, il Parco Internazionale della Scultura Contemporanea, rappresenta un altro marchio che contraddistingue la città di Pietrasanta e la sua antica e radicata tradizione nel campo della realizzazione di creazioni scultoree. Costituito da un vasto numero, work in progress, di sculture monumentali di arte contemporanea poste in spazi pubblici, il Parco è il segno evidente dello stretto legame tra la cittadina e i maestri della scultura che qui hanno lavorato o che ancora vi lavorano con assiduità. L'ampio percorso museale all'aperto si snoda per strade, piazze, giardini non solo del centro, ma anche delle frazioni. La collocazione di queste opere qualifica altamente il paesaggio urbano, unendosi ad appositi interventi per ambientare opportuna- mente le sculture, e gli conferisce una connotazione tipica che evidenzia il connubio tra Pietrasanta e l'arte. Tra i maestri in mostra con le loro opere si ricordano, tra gli altri: Fernando Botero (Il Guerriero, 1992), Pietro Cascella (Memoria di Pietrasanta, 2001) Novello Finotti (Donna tartaruga, 1994 e Sant'Antonio, 2010), Renzo Maggi (Monumento al Donatore, 2013), Francesco Messina (Il pugilatore, 1992), Igor Mitoraj (Il centauro, 1994 e Annunciazione, 2013)
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Il MuSA
Il MuSA è una sala con attrezzature tecnologiche all’avanguardia che permette la composizione e la visione di video, filmati, fotografie, virtual tour, che giocano e si rincorrono su otto grandi schermi, con un’acustica perfetta e differenziata, mentre sei touch screen permettono di visitare e interagire con i luoghi e gli attori dell’affascinante mondo del marmo. Il MuSA racconta la storia del territorio sul quale nasce, delle sue imprese, dei suoi artisti che proprio sulle risorse della terra hanno fondato, sin dal XVI secolo, la loro fortuna. Il MuSA nasce dalla terra che lo ospita e ne costituisce testimonianza attraverso territorio, materiali, imprese. Con lo stesso intento è stata creata la nuova Biblioteca Virtuale che fornisce materiale utile per approfondire le tematiche che costituiscono storia e personalità di questo florido territorio. Sono molte le opere degli artisti che hanno lavorato a Pietrasanta, spesso affidandosi alla professionalità dei laboratori e delle fonderie locali, presenti in alcune tra le più importanti collezioni di Musei pubblici e privati nel mondo. Per citarne solo alcuni: il MoMA di New York, la National Gallery di Londra, il Museo degli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Norvegia, l’Hermitage di San Pietroburgo e il Kunsthaus di Zurigo. Il MuSA in questa sezione, nel rendere omaggio ai Maestri, si propone da un lato di ampliare il potere evocativo e divulgativo delle partnership già avviate e, dall’altro, di costruirne altre, così da contribuire anche a livello internazionale allo sviluppo ed alla conoscenza del ‘sistema Pietrasanta’.
I laboratori artigiani e la tradizione scultorea raccontati da Rino Giannini
Rino Giannini, scultore e personaggio poliedrico con esperienze internazionali, e non solo nel campo dell'arte, classe 1939, è la memoria storica di Pietrasanta, la sua amata città dove è nato e dove vive e lavora da sempre. Per le sue mani il marmo non ha segreti, ha iniziato, infatti, a lavorarlo da apprendista artigiano che ancora era un adolescente. Con il tempo è diventato uno scultore di successo, le sue opere sono presenti in spazi pubblici e privati che vanno dall'America alla Cina; è inoltre stato per parecchi anni docente di Tecniche del marmo all'Accademia di Carrara. Parte da lontano, Giannini, nel raccontare la storia di Pietrasanta e le vicende che lo riguardano, il suo narrare è avvincente e carico di pathos: «Fu nel Cinquecento – dice - , soprattutto con Michelangelo, che le nostre cave, da Carrara a Pietrasanta alle altre località della Versilia, divennero una meta per scultori e artisti che arrivavano da fuori. Michelangelo s’inerpicava personalmente per i sentieri delle montagne dove si trovano le cave, lui andava a caccia dei marmi migliori, il suo preferito era il bianco statuario, oggi divenuto molto raro da trovarsi». L' “oro bianco”, come viene chiamato il marmo di Carrara, è estratto a una altitudine elevata, nelle cime delle Alpi Apuane. Le cave di marmo sembrano “tane”, quasi città scavate all’interno della montagna. Il lavoro dei cavatori è duro e pericoloso, in passato, quando non esistevano le stesse tecnologie di oggi, si verificavano spesso incidenti non di rado mortali. Estrarre dalla roccia richiede grande perizia, la roccia occorre saperla governare, saperci entrare, saperla scavare, non è un caso che per secoli questo mestiere si tramandava da una generazione all'altra. La bravura dei cavatori consiste nel saper trasformare la massa informe e ribelle in blocchi di marmo, che poi vengono trasportati a valle. Oggi la tecnologia rende ognuna di queste operazioni molto più agevoli compreso il trasporto, una volta i massi di marmo tagliati e squadrati venivano accompagnati fino al mare dai lizzatori che per questo si servivano di funi e paletti. è dal tempo di Michelangelo che le cave hanno cominciato ad assumere un ruolo centrale per l’economia di tutta la Versilia, a partire da Pietrasanta, qui intorno alla metà dell'800 sono arrivate committenze da tutto il mondo per lavori in marmo dedicati all'arte sacra. Spiega lo scultore pietrasantese: «Questo perchè da noi parallelamente alla estrazione del marmo si erano andate formando botteghe artigiane che lo lavoravano con grande bravura. Le opere per l'arte sacra fatte in marmo comportava che a loro corredo si realizzassero altri lavori, quali accessori, ovvero balaustre e quant'altro, sia in bronzo che in metalli diversi, nonché molto spesso si richiedevano dei mosaici. Molte botteghe artigiane cominciarono ad attrezzarsi in tal senso, diventando vere e proprie fonderie, dove si lavoravano, appunto, bronzo e metalli. Altre si specializzarono nell'arte del mosaico, non è un caso che Pietrasanta arrivarono a fine '800 bravissimi mosaicisti da Venezia, qui attratti dalle cospicue committenze straniere, specie da oltreoceano, che insieme ad opere di arte sacra in marmo, chiedevano anche lavori musivi». «Con il tempo  prosegue Giannini - la tradizione artigiana si è fatta arte. Io stesso ne sono testimone e in parte protagonista, ho, infatti, girato il mondo in lungo e in largo per consegnare mie opere, per realizzarle nei luoghi più disparati del pianeta e per fare mostre. è con orgoglio che mi sento di affermare che gli artigiani di Pietrasanta, con la loro bravura e maestria e con la loro grande sensibilità artistica, sono coloro che hanno regalato prestigio e qualità a questa mia terra, oggi riconosciuta a livello internazionale come la culla del marmo e dell’artigianato artistico. Questo lo sanno gli accademici, che a Carrara hanno fondato nel 1769 l’Accademia di Belle Arti, dove ho avuto l'onore di insegnare e dove ho potuto contribuire, insieme a nomi prestigiosi di docenti e artisti famosi, a formare le nuove generazioni».
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Dagli anni '60 Pietrasanta è meta di artisti, soprattutto scultori, italiani e stranieri, più famosi e meno famosi, arrivati qui sapendo di trovare non solo i materiali migliori in marmo, ma anche le maestranze artigiane più rinomate di tutto il mondo sia per quanto riguarda la lavorazione, con le tecniche più disparate e ormai avanguardistiche, dell'“oro bianco”, sia per quanto riguarda la lavorazione del bronzo e di ogni altro materiale metallico, trattati anch'essi con estrema perizia in fonderie altrettanto rinomate. A queste capacità, si aggiunge una straordinaria abilità nel trattare, con tutte le tecniche, il mosaico, l’intarsio, la stamperia d’arte. Non c'è da stupirsi, perciò, se in questi luoghi, nomi celebri come Botero, Mitoraj, Vangi, solo per citarne alcuni, hanno fissato la loro dimora d'artista, realizzando con tutti i tipi di materia molti dei loro capolavori. Opere queste che, partite dalle botteghe artigiane pietrasantine, hanno preso rotte internazionali, arrivando a destinazione in città quali New York, Mosca, Tokyo, Parigi, Shanghai e in ogni altro angolo della terra, per diventare immortali. Botero, Mitoraj, Messina, Vangi, Folon, Moore, e molti altri scultori hanno lasciato, e continuano a lasciare, tracce visibili della loro presenza attraverso opere che decorano molti angoli della cittadina versiliese; un museo a cielo aperto di rara suggestione e che, a ragion veduta, ha guadagnato a Pietrasanta la fama di Piccola Atena italiana. «Il nostro artigianato artistico  commenta Rino Giannini  è un fiore all’occhiello non solo per il nostro territorio, ma per l'intera nazione che può contare sui migliori artigiani della manifattura artistica made in Italy. Gli artisti hanno a disposizione le migliori maestranze per realizzare i propri lavori, tra l'altro possono scegliere tra più botteghe dello stesso settore e concentrate nello stesso territorio, una comodità anche questa che si è rivelata vincente sul fronte delle committenze». Sebbene assiduo frequentatore di molti laboratori artigiani locali, soprattutto del marmo, parecchi dei quali ha tenuto a battesimo come socio fondatore, Rino Giannini i suoi lavori ama realizzarli in proprio. Nel suo studio dimora in pietra a vista dove lavora, l'anziano scultore ha la possibilità di trovare ispirazione comunicando con l'assoluto. Inerpicata in cima a una lussureggiante collina, immersa nel verde di una natura selvatica quanto ricca di profumi e colori, la casa studio del maestro pietrasantese gode, infatti, di un paesaggio a dir poco mozzafiato. Se da una parte è possibile ammirare le statuarie cime della Alpi Apuane protendersi verso il cielo di Toscana in un abbraccio con l'eternità, dall'altra, guardando verso l'orizzonte, è impossibile non emozionarsi davanti alla bellezza dell'immensa distesa marina delle azzurre acque di Versilia, acque che, nelle giornate più limpide, vedono stagliarsi sulla skyline, fantasmi galleggianti di rara suggestione, le lontane isole dell'Arcipelago toscano. Afferma con orgoglio Giannini «Nel 1970 sono stato uno dei soci fondatore del C.A.M.P., consorzio degli artigiani del marmo di Pietrasanta. Oggi uno degli studi più prestigiosi di Pietrasanta è di un mio ex allievo; Massimo Pellegrinetti, scultore ed artista a tutto tondo ed anche docente di Tecnologia ed uso del marmo, delle pietre e delle pietre dure all'Accademia di Brera. Le sue opere sono presenti in varie sedi non solo italiane, ma pure straniere. Non dico che questa sua brillante carriera sia tutta merito mio, ma in parte sì. Ho cercato di trasmettere ai miei allievi la mia passione per il lavoro fatto con le mani oltre che con il cervello, ad essere artisti ed artigiani insieme. Ed è quello che fa Massimo, la sua opera nasce dalle sue mani, cio' anche quando si tratta di opere di grande dimensioni. Sul fronte delle idee è uno sperimentatore, il che me lo fa apprezzare ulteriormente». Sempre attento al dibattito dell’arte contemporanea, Pellegrinetti, è animato da uno spirito di ricerca continua, utilizzando materiali e soluzioni stilistiche polivalenti. Nel lavoro creativo è poliedrico, a volte le sue opere rimandano a sensazioni distaccate e ironiche, altre a sincera partecipazione, altre ancora hanno connotazioni di tipo simbolista. Sempre suscitano ammirazione. «Un laboratorio di scultura che frequento volentieri aggiunge Giannini - è lo Studio Pescarella a Vallecchia, una frazione di Pietrasanta. Mi piace, perchè è internazionale e forma artisti, in genere giovani, provenienti da tutto il mondo, che lì ci lavorano per mesi, imparando a trattare sia il marmo che la pietra, lì trovano tutti gli strumenti necessari per fare le opere, ma anche assistenza, stimoli artistici, insegnamento, ospitalità e tanta amicizia». «Pietrasanta è tutto questo, un luogo accogliente e amicale dove i suoi artigiani sono amici dell'arte e degli artisti tutti, dai più famosi ai meno famosi, agli allievi. Come si fa a non amarla!» conclude il maestro. Fondato nel 2002 da tre stranieri, lo statunitense, Neal Barab, la tedesca, Lotte Thuenker e la svizzera-americana, Jaya Schuerch, che lo gestiscono in qualità di partner, questo Studio attualmente vede operativi permanentemente sei artisti, soprattutto stranieri, altri, sempre in numero di sei, vi lavorano a turni stagionali. Alla Pescarella arrivano dall'Europa, America del Nord e del Sud, Corea, Giappone, Cina e da ogni altro territorio d'Oriente ed d'Occidente. «Siamo venuti a Pietrasanta sottolineano gli artisti, non solo perchè questa città è la patria del marmo, ma perchè qui l'arte, oltre a impararla, si respira nell'aria. E questa è una magia che non si trova in nessuna altra parte del mondo»
di Marilena Spataro
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